REGOLAMENTO URBANISTICO DI GAVORRANO: ALTRE DOMANDE DI ITALIA NOSTRA AL SINDACO BORGHI

Il sindaco di Gavorrano Massimo Borghi manifesta sulle pagine della “Nazione” il suo stupore per il fatto che Italia Nostra non si è rivolta a lui personalmente per “capire meglio la situazione urbanistica di Gavorrano”, e lo fa, paradossalmente,  dopo aver affermato, nello stesso articolo,  la sua estraneità alle vicende del Regolamento Urbanistico, da lui trovato già definitivamente approvato all’atto del suo insediamento nel giugno scorso.

Le critiche che il sindaco  rivolge a Italia Nostra  ci sembrano davvero ingiustificate. La nostra associazione svolge con impegno, con passione  e imparzialità la missione che si è data, e cioè la tutela dell’inestimabile patrimonio paesaggistico e ambientale del nostro Paese, e non “sposa all’istante”, come scrive il sindaco,  nessuna “posizione motivata da interesse personale”, così come non rispondiamo  a logiche partitiche o lobbistiche.  Italia Nostra esegue, senza condizionamenti di sorta, e con l’aiuto dei nostri soci, un compito costante di osservazione e di  vigilanza sul territorio, vagliando e verificando con serietà tutto ciò che apprendiamo dalle varie fonti.

Com’è noto, il Piano Strutturale è lo strumento  fondamentale di programmazione urbanistica, certificato dalla Provincia e dalla Regione, e come tale detta indirizzi e prescrizioni  per la  pianificazione operativa e di dettaglio: a questi indirizzi e a queste prescrizioni i progettisti del successivo Regolamento Urbanistico devono per legge attenersi. Se non lo fanno, se cioè si sottraggono alle giuste regole che essi stessi si sono dati con il Piano Strutturale, la certezza del diritto, dell’imparzialità e del buon governo possono semplicemente andare a farsi benedire.

Nel suo intervento il sindaco Borghi  scrive che ritiene opportuno chiarire una serie di dubbi, anche gravi, che riguardano il nuovo Regolamento Urbanistico di Gavorrano. In realtà, ci spiace dirlo,  non chiarisce alcunché. I tecnici comunali da lui contattati per avere rassicurazioni sulla correttezza dell’atto sono gli stessi che hanno contribuito alla sua realizzazione. Serve a qualcosa chiedere a un cuoco se i cibi da lui preparati sono buoni e genuini?

Il problema, a questo punto, è abbastanza semplice. Il sindaco riconosce che durante la campagna elettorale (e anche dopo, aggiungiamo noi) c’erano stati accesi  contrasti politici attorno al Regolamento e alla sua futura gestione, e inoltre aggiunge  di aver ricevuto segnalazioni di cittadini su  svariati contrasti  esistenti fra il Piano Strutturale e il Regolamento Urbanistico. Ce n’è abbastanza, noi crediamo, perché il sindaco Borghi, a più di  cento giorni dal suo insediamento, si affretti a capire in prima persona, e al di là di ogni ragionevole dubbio,  se il Regolamento Urbanistico che si è ritrovato sulla scrivania sia o non sia in contrasto con il Piano Strutturale. Per arrivare, in proposito, a una risposta precisa e attendibile,  non occorre una Commissione Consiliare, e soprattutto non occorre un anno di tempo. Nel giro di un anno, un Regolamento Urbanistico che fosse viziato da gravi contrasti con il Piano Strutturale e, in generale, con le norme della buona urbanistica,  potrebbe produrre disastri di incalcolabile portata.

Nel frattempo, in attesa di una risposta da parte del sindaco Borghi,  ci permettiamo di sottoporre a lui, e anche all’opposizione consiliare, un aspetto particolarmente allarmante delle vicende in atto a Gavorrano.

Già un anno fa, in un’intervista alla Nazione, il partito dell’ex-assessore Barbi aveva mandato un primo, preoccupante segnale, con la denuncia testuale  di  “un mega-regolamento urbanistico che prevede una enorme cementificazione del nostro territorio”. Non era una questione di poco conto.

Il Piano Strutturale di Gavorrano, e anche lo stesso  Regolamento Urbanistico, vietano espressamente  edificazioni che possano alterare le vedute paesaggistiche dei borghi storici del Comune, cioè Gavorrano, Ravi, Caldana e Giuncarico.  E’ opportuno  rammentare che il paesaggio non è un optional buono soltanto per le campagne elettorali. Il paesaggio  è un bene primario e assoluto, è il vero, unico patrimonio sul quale si fonda il futuro sostenibile del nostro territorio. Devastarne i paesaggi  con dissennate cementificazioni sarebbe un delitto imperdonabile, sarebbe un vero e proprio crimine sociale.

Ebbene, a Italia Nostra risulta che il Regolamento Urbanistico di Gavorrano prevede, in aperto contrasto con le norme e le prescrizioni  del Piano Strutturale,  una serie di imponenti lottizzazioni residenziali letteralmente avvinghiate addosso a tutti i centri storici suddetti, facendo scempio della loro percezione visiva. Non esitiamo ad affermare che, se queste previsioni fossero attuate, ci troveremmo di fronte a scempi urbanistici senza precedenti, e ciò proprio mentre sta per entrare finalmente  in vigore il Piano Paesaggistico regionale, che recepisce le direttive della Convenzione Europea del Paesaggio, e al quale tutti gli atti di pianificazione territoriale dovranno adeguarsi.

E’ possibile avere precisi chiarimenti in proposito?

 

Michele Scola

Presidente della Sezione di Grosseto di Italia Nostra.