Porto di Talamone: operazione onesta e trasparente?
Riportiamo un articolo di stampa locale (di fianco in allegato) sulle polemiche che ancora si agitano intorno al progetto di ampliamento del porto di Talamone, ed un link al Corriere della Sera, dove Rizzo e Stella (gli autori de "La Casta") smascherano gli interessi economici che stanno dietro al progetto, e che chiamano in ballo il ministro Matteoli.
Il contrasto verte ancora sulle posizioni di chi vuole il maggior sviluppo economico possibile, pur accettando i rischi ambientali che ne conseguono, e chi ritiene invece che allo sviluppo si debba porre un limite, per salvaguardare i diritti chi chi dovrà ancora venire al mondo. Questi diritti non sono solo un'opinione di un gruppo di pensiero, ma sono stati ratificati nella Convenzione di Rio del 1992, alla quale anche il nostro paese ha aderito.
Ma il nostro timore è anche quello che dietro le "grandi opere" si nascondano interessi economici spregiudicati, spesso intrisi di criminalità organizzata, che sovente corrompono la classe politica. Questa assume allora la funzione di demagogizzare il dibattito politico, parlando alla pancia della fascia più fragile della popolazione, alla quale spesso nasconde le informazioni veritiere sulla reale situazione, e fa passare come bene comune quello che in realtà è soltanto un profitto personale.
Negli ultimi mesi, in tutta Italia, stanno emergendo scandali a destra e a manca in questo senso. La classe politica non è più affidabile e non è più credibile.
Non è la malafede che ci guida, ma la logica. Chi fosse pronto a scommettere sull'onesta e sulla trasparenza della costruzione del porto di Talamone, senza offesa, ma come minimo lo considereremo un povero ingenuo.