No al minieolico industriale

Fonti energetiche rinnovabili ed efficienza sono un binomio inscindibile, che garantisce una concreta sostenibilità delle impiantistiche a qualsiasi livello di potenza realizzabile.

Concetto ribadito da autorevoli documenti che focalizzano la stretta relazione tra le due componenti e convalidano gli obiettivi raggiungibili con questa sinergia.

 

In questa ottica la tecnologia eolica non si può sottrarre ad una attenta valutazione sulla reale efficienza ottenuta e ottenibile. Oltre al GSE, persino il "Wind Power Barometer - EurObserv'er", ha evidenziato la scarsa produzione elettrica da eolico in Italia, in rapporto alla potenza installata.

Criticità che da diversi anni Italia Nostra, ed altri enti minori, denunciano come insuperabile, in quanto strutturalmente connessa alla situazione geografica italiana e alle conseguenti caratteristiche anemometriche scarsamente vocate all'uso della tecnologia eolica.

Le statistiche al 2009 sono tragiche: media delle ore equivalenti/anno pari a solo 1.255. Ossia il 37% in meno di quella soglia delle 2.000 ore ovunque riconosciuta come discriminante sul piano della convenienza economica di questi impianti. In altre parole un funzionamento continuato alla massima potenza di solo 52 giorni/anno, nemmeno 2 mesi!

 

Ritornando al concetto dell'efficienza, non si può fare a meno di segnalare l'osceno valore di questa produzione eolica italiana. Le 1.255 ore corrispondono ad una efficienza di circa il 14%. Siamo ai livelli degli impianti fotovoltaici attuali, ma meno della metà di quelli ormai in commercio con tecnologia HCPV con efficienza del 36,7%.

 

Se ciò vale per l'eolico industriale (tanto per intenderci quello con torri alte tra 75 e 100 metri, e con potenze installate tra 750 KW e 2 MW), ancorpiù è critico per il minieolico. Difatti la velocità del vento è sensibilmente inferiore più ci si avvicina al suolo. Finché si tratta di modesti impianti che vanno a coprire il fabbisogno di utenze, magari prive di allaccio alla rete, integrati anche con fotovoltaico e quant'altro, è tutto giustificabile, pur con valori di efficienza scarsi.

Quando invece si intende contrabbandare impianti di produzione industriale, realizzandoli con una serie di torri minieoliche - ancor più impattanti nel consumo di nuovo territorio -, allora è inaccettabile sia pregiudizialmente che sul piano dell'efficienza.

Di furbi in Italia ne abbiamo anche troppi, e le numerose denunce sull'eolico-truffa dimostrano chiaramente che l'obiettivo non è affatto la produzione elettrica ecosostenibile!!

 

Diciamo no ad un uso perverso e insostenibile di una tecnologia sviluppata per obiettivi ben diversi dalla produzione industriale; sistema che mira unicamente ad incentivi, finanziamenti diretti o indiretti, speculazioni illecite, società di comodo, e comunque a far cassa sulle spalle dell'utenza.

 

                        Scola Michele Presidente della Sezione di Grosseto