Lettera di Nicola Caracciolo, candidato alla presidenza nazionale dei Italia Nostra

Ai membri del Consiglio Direttivo

                                                 Nazionale

                                           

                                                Ai Presidenti dei Consigli Regionali

 

Cari amici,

                Italia Nostra si prepara come sempre dopo le elezioni di un nuovo Direttivo ad eleggere il Presidente, i tre vice Presidenti e altri cinque membri della Giunta esecutiva. L’Associazione volta pagina in un periodo particolarmente difficile. Come molti di noi giustamente hanno notato, mai l’ambiente, il paesaggio, il territorio e soprattutto il patrimonio storico artistico del nostro Paese, sono stati trattati da chi ci governa con tanta indifferenza. I nostri beni culturali all’incontrario dovrebbero essere considerati di rilevanza unica e costitutivi dell’identità nazionale. Non dobbiamo dimenticare che Italia Nostra è nata soprattutto a difesa di questo grandioso patrimonio.

 

Il pericolo è gravissimo, la sconfitta che rischiamo di subire può essere definitiva.

 

Purtroppo, Italia Nostra quindi è costretta a contestare nelle sue linee essenziali la politica economica del governo. Le giunte di sinistra non danno – di nuovo purtroppo- risposte molto migliori. E il precedente governo – terzo purtroppo – non ha colpevolmente mostrato attenzione ai temi ambientali e culturali. Per qualche motivo, a differenza di ciò che avviene in tutta Europa e negli Stati Uniti, la  classe dirigente italiana si è abituata a considerare i nostri temi ambientali fondamentali come prese di posizione (d’accordo meritorie), ma tutto sommato irrilevanti, mentre il Pianeta rischia tra qualche decennio di diventare inabitabile.

 

Cosa deve fare in questa situazione Italia Nostra?

 

Deve a mio avviso , come ha sempre fatto  da mezzo secolo, dare battaglia. La crisi economica non può avere soluzione che non tenga conto delle esigenze ambientali e culturali. Lo dicono la Merkel, Sarkozy, Obama. Speriamo che lo capiscano anche Berlusconi, Franceschini e quant’altri.

Ci sono i segni in questa direzione di un importante mutamento dell’opinione pubblica mondiale, ma anche italiana.

 

Desidero di tutto cuore che il prossimo Direttivo Nazionale ci permetta di affrontare così gravi problemi con una Associazione unita e concorde sui temi essenziali che ci caratterizzano: la difesa dei centri storici, la difesa del paesaggio, la tutela dell’intero patrimonio culturale del Paese, la diffidenza verso le grandi opere faraoniche di cui si sente tanto parlare in questi giorni. La necessità di porre un freno agli inquinamenti e al consumo dissennato del territorio. Naturalmente ogni proposta va valutata e giudicata senza pregiudizi ideologici, ma senza alcuno sconto qualora si avvertisse un rischio per il territorio, per il paesaggio, per la nostra Cultura, per la qualità della vita.

 

Italia Nostra ha di fronte dei compiti di grandissima importanza storica, oggi.

 

L’Associazione può affrontarli solo in un clima di operosa concordia. I suoi punti di forza sono le sezioni che da sempre hanno portato avanti le  nostre più impegnative battaglie. I Regionali vanno rafforzati e sostenuti nella loro opera di coordinamento e debbono avere le risorse economiche per poterla portare avanti. La struttura centrale dell’Associazione deve essere liberata dalle troppe incombenze burocratiche per dedicarsi molto più ampiamente di quanto finora avvenuto ai grandi problemi di indirizzo generale. E’ inutile, per esempio, che il Direttivo Nazionale  debba approvare la costituzione di una nuova sezione di cui spesso non sa assolutamente niente. Il Regionale può  farlo molto meglio. Il Direttivo deve occuparsi tempestivamente invece dei grandi temi della difesa ambientale e culturale.  Per fare ciò sono necessarie tante cose, in primo luogo un efficace ufficio legale e un buon ufficio comunicazione.

E’ necessaria una grande attenzione alla gestione economico-finanziaria dell’Associazione, che tenga conto delle esigenze delle sezioni e dei regionali, sinora forse un po’ trascurati.

 

Ma ripeto, insisto: abbiamo di fronte compiti grandissimi. Una ragionevole coesione tra di noi è assolutamente necessaria.

 

 

Nicola Caracciolo